
Pagine 368
Casa editrice: Piemme
Anno di pubblicazione: 2023
UNA DELLE PIÙ ANTICHE FABBRICHE DI CIOCCOLATO DI MILANO. UNA DONNA, OLGA ZAINI, CHE CON FATICA E CAPARBIETÀ RIUSCÌ A REALIZZARE IL SOGNO SUO E DEL MARITO. UNA MOLTITUDINE DI RAGAZZE, LE TUSE, CHE TROVARONO TRA LE MURA DELLA FABBRICA UNA FAMIGLIA E UNA POSSIBILITÀ DI RISCATTO. «Non ci sono sacrifici quando si ama». È con queste parole che Olga Torri accetta di diventare la moglie di Luigi Zaini e la madre dei suoi due figli, Piero e Rosetta, che hanno perso la mamma da poco. Luigi è un uomo gentile e discreto con un grande sogno, una fabbrica di cioccolato milanese. Ed è proprio della gentilezza e del profumo di cioccolato che Olga si innamora, così come del sogno di un’azienda come la Zaini, che lei fa suo in un istante. Tra conche e mescolatrici, macchine per la tostatura e per il raffreddamento e tavoli delle incartatrici, la fabbrica cresce, si espande – così come la famiglia, in cui arrivano Luisa e Vittorio – e sperimenta nuovi e originali prodotti; ma soprattutto diventa un punto di riferimento per i suoi operai, i garzoni e le tante tuse, in milanese le ragazze, fondamentali e instancabili lavoratrici che, con le loro mani fredde, non sciolgono il cioccolato. Sono Ernestina, Ines, Emilia e tante altre giovani che, con i loro sogni e le loro fragilità, accompagnano la vita della fabbrica e le dedicano il proprio destino. La Zaini è una famiglia e, come una famiglia, quando Luigi muore prematuramente nel 1938, si stringe intorno a Olga, che mostra un coraggio e una forza di cui lei stessa è sorpresa. Gli anni sono drammatici, ma tra i razionamenti e l’autarchia, le leggi razziali e le bombe su Milano, che colpiranno duramente anche la Zaini, questa piccola grande azienda riuscirà a sopravvivere, a conservare gli insegnamenti del suo fondatore e a far sentire ancora per le strade l’intenso profumo del suo cioccolato.
Non conoscevo la storia della famiglia Zaini e le vicende della fabbrica. Questo libro è stato una piacevole sorpresa. Racconta bene gli anni della Seconda guerra mondiale attraverso gli occhi di un imprenditore. Per i milanesi, sicuramente, è un modo per fare un tuffo nel passato, grazie agli innumerevoli riferimenti a zone, eventi e avvenimenti di quel periodo storico.
La scrittura è scorrevole e piacevole, forse un po’ frettoloso il finale, ma sono scelte di narrazione che non inficiano alla bellezza del testo. C’è però una cosa che mi ha “infastidita”, ma che è facilmente risolvibile: ho letto il libro attraverso Audible e la narratrice non si è dimostrata sempre all’altezza tra dialetto milanese storpiato e accenti (di parole in italiano) posizionati erroneamente. Insomma, si poteva fare decisamente meglio.
Per il resto vi consiglio questo libro.
Voto 8,5
Enrica Leone
