Fabio Fazio: “Restare è più difficile che andarsene”

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Il festival della Tv di Dogliani, almeno per quanto riguarda Fabio Fazio, lo possiamo considerare il festival delle verità e delle confessioni. Sabato 6 maggio durante l’intervista durata quasi un’ora con Aldo Grasso, il conduttore di Che tempo che fa si è lasciato andare a dichiarazioni per nulla leggere.

“Non posso rimanere in Rai se vengo considerato un costo, un peso e non un valore” inizia più o meno così il suo sfogo fatto di pensieri, delusioni, amarezze e retroscena quasi agghiaccianti. Accompagnato persino dal suono delle campane della città, presagio funesto?

“Per rimanere deve essere chiara questa cosa. Ma deve dircelo chi in questi mesi sta dicendo il contrario. Dopo 33 anni di Rai e tante bellissime pagine scritte insieme, essere considerati un costo non è ammissibile. Non è più pensabile di essere considerato uno che prende qualcosa che non è suo” continua Fazio che in Rai ci ha messo piede più di trent’anni fa, ci ha costruito una vita e ha regalato molte pagine di buona televisione anche a chi meno se lo meritava. Una scelta quella di abbandonare “Mamma Rai”, anche se non definitiva, quasi obbligata. Sembrava che l’azienda pubblica potesse tirare un sospiro di sollievo dopo la decisione della rinuncia ai tetti degli stipendi per gli artisti, ma non è così. Dietro c’è molto di più. Chi fa il mestiere di Fazio è un privilegiato, è vero. Guadagna molto, sacrosanto, ma ciò non toglie che il rispetto per la persona, prima che per l’artista Rai debba rimanere in primo piano.

La questione stipendio è solo la punta di un iceberg enorme. Specchio di una…

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Enrica Leone

Pubblicato da Enrica Leone

Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinta ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza. Una passione che mi ha spinta a pubblicare due romanzi: "Basta avere coraggio" e "Alla ricerca di me", il secondo in modalità self Publishing. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modi di raggiungere. Alla scrittura ho affiancato il lavoro di analista televisiva, perché, come dico sempre, amo smontare e rimontare la Tv, elogiandola quando è giusto e bastonandola quando invece è necessario. Mi piace scorporare i dati Auditel per comprenderne il vero senso. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinché il compito affidatomi possa essere portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario.

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