Recensione “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” di Salvatore Basile

Buon giorno miei carissimi lettori,

siamo ormai quasi in estate, anche se il clima sembra smentirlo. Questo è il periodo migliore per leggere. In Tv le repliche di programmi e fiction viste e riviste impazzano e le ferie stanno per arrivare. Oggi vi parlo di un esordio letterario davvero speciale. Ma come sempre andiamo con ordine.

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Autore: Salvatore Basile

Casa editrice: Garzanti

Disponibile anche in formato ebook

Scheda dell’autore

Salvatore Basile è uno sceneggiatore e registra italiano. Autore di numerose fiction di successo. Dal 2005 insegna scrittura per la fiction e il cinema presso l’Alta scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano. Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è il suo romanzo di esordio.

Recensione

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è un vero e proprio caso letterario. Racconta la storia di Michele, un giovane uomo che vive nella semplicità e forse anche nell’ingenuità più assoluta. Abbandonato dalla madre da piccolo, Michele ha seguito le orme del padre prendendo il suo posto alla stazione di Miniera di mare. Il suo compito è quello di occuparsi dell’unico treno che parte la mattina e ritorna la sera. Michele cura con attenzione quei vagoni, e alla fine di ogni giornata, dai vari sedili, recupera gli oggetti che i passeggeri dimenticano. La sua piccola casa sulla ferrovia sembra un vero e proprio museo di oggetti smarriti all’interno del quale nessuno è mai entrato. Una sera però una ragazza misteriosa, ma alquanto buffa, bussa alla sua porta in cerca della bambola che ha lasciato sul treno. Elena è allegra, solare, a tratti folle, totalmente l’opposto del ragazzo. Michele non è abituato a tanta vita, lui che non esce nemmeno a fare la spesa, ma se la fa portare dal garzone del supermercato. Un giorno, durante l’orario di lavoro Michele ritrova un diario incastrato tra due sedili, quando lo vede lo riconosce immediatamente, è il suo diario, quello di quando era piccolo, lo stesso diario che sua madre, il giorno in cui era partita, gli aveva chiesto di tenere con sé. Sono passati tanti anni da allora, Michele non ha più cercato la sua mamma, ma quel evento ha smosso in lui la voglia di ritrovarla, anche grazie alle follie di Elena. Inizia così il viaggio di Michele in compagnia di un oggetto smarrito speciale, ma anche di se stesso.

Questo libro mi ha emozionata davvero molto e allo stesso tempo mi ha catturata dalle prime pagine. Scorrevole, ben scritto. All’inizio non troviamo moltissimi dialoghi, ci si focalizza molto sulle descrizioni, ed è grazie ad esse che piano, piano si inizia a conoscere meglio questo ragazzo lasciato solo troppo presto e costretto a diventare uomo prima del tempo. Il viaggio di Michele non è solamente materiale, ma anche spirituale. Un modo per ricominciare a vivere, per provare emozioni, e fare esperienze mai fatte prima. Un modo per ricominciare ad amare e scoprire gli innumerevoli colori della vita.

Che dire, un esordio eccezionale per lo sceneggiatore e regista delle fiction più amate d’Italia. Mi auguro che presto qualcuno possa pensare di far diventare Lo strano viaggio di un oggetto smarrito un film, perché ha tutti i requisiti per avere successo non solo sulla carta, ma anche sul grande schermo.

Buona lettura a tutti.

Enrica Leone

Pubblicato da Enrica Leone

Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinta ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza. Una passione che mi ha spinta a pubblicare due romanzi: "Basta avere coraggio" e "Alla ricerca di me", il secondo in modalità self Publishing. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modi di raggiungere. Alla scrittura ho affiancato il lavoro di analista televisiva, perché, come dico sempre, amo smontare e rimontare la Tv, elogiandola quando è giusto e bastonandola quando invece è necessario. Mi piace scorporare i dati Auditel per comprenderne il vero senso. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinché il compito affidatomi possa essere portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario.

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