#Resilienza: la forza di ricostruirsi

Buona sera a tutti,

questo blog è nato per condividere la mia passione per il lavoro che faccio, con tutti voi che mi seguite e prima di tutto vi ringrazio per il vostro affetto. Ne sono lusingata. Non sono mai uscita fuori tema, ma a volte risulta d’obbligo farlo.

Scrivo questo post perchè gli ultimi giorni sono stati difficili per tutti. Ognuno di noi ha esorcizzato come poteva il proprio dolore e la propria paura. Ho già espresso le mie parole e le mie opinioni in molti luoghi e lo voglio fare anche qui. Perchè a volte fare “terapia di gruppo” aiuta.

Tanti programmi televisivi si sono occupati di quanto successo a Parigi, ognuno, forse non tutti, ha cercato di esprimere al meglio quel che sentiva. Di dare informazioni, anche se ancora una volta, il confine tra informazione e accanimento è sempre più labile.

Oggi sono io a voler dire la mia, anche io come qualcuno ha già fatto, attraverso alcune parole, le famose #parolePerParigi che in questo post assumeranno le sembianze dei #pensieriPerParigi

LA MORTE non guarda in faccia nessuno. Almeno così dovrebbe. Venerdì sera invece questa morte così assurda aveva gli occhi ben aperti. Una morte sotto forma di religione. La cosa più assurda perchè nessun Dio inneggia alla morte. E allora ecco l’interpretazione folle di una credenza travestita da morte che colpisce, ferisce, uccide. Quella morte a cui nessuno rimane indifferente, sia che uccida a migliaia di chilometri di distanza, sia che (soprattutto) lo faccia dietro l’angolo. Venerdì sera la morte ha guardato bene in faccia le sue vittime, le ha cercate, scovate e trovate. Persone come noi, persone normali. Forse bambini, probabilmente ragazzi in giro per un venerdì qualunque, magari giovani coppie intente ad ascoltare il loro gruppo preferito e a fare progetti sulla loro vita futura. Vita futura che non avranno, perchè uno pseudo Dio ha deciso così. Ma continuerò a ripetere fino allo sfinimento che non esiste un Dio così.

Esistono solo esseri umani che decidono di smettere di essere umani in funzione di qualcosa che non è Dio, ma solo una  GUERRA unidirezionale.

In un momento così mi vengono in mente solo queste parole:

“Credo negli esseri umani.
Credo negli esseri umani.
credo negli esseri umani
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani.”

Dopo venerdì, però, sto cominciando a smettere di crederci.
Dopo venerdì piangeremo un po’ di più e avremo tutti un po’ più paura perchè potrebbe un giorno accadere a noi.
Dopo venerdì purtroppo guarderemo con ancora più diffidenza il “diverso” accanto a noi, anche se questo diverso, magari è molto meglio di noi.
Dopo venerdì ‪#‎PrayForParis‬ perchè la religione non è quella che abbiamo visto venerdì sera.

Sono passati tre giorni da quel venerdì, tre giorni di televisione, ti notizie, di ultim’ora, di persone che cercavano di dare la loro opinione, a volte confuse, a volte commossa e a volte anche senza senso. Ieri sera invece, per la prima volta dopo tre giorni ho sentito le parole giuste, quelle che arrivano al cuore. Le ha dette una persona che spesso viene attaccata per quello che dice, per il suo conto in banca e a volte anche solo perchè prova a proferire parola. Ieri sera però anche i più accaniti “cattivi”, si sono piegati davanti a ciò che ha detto.

Ho voluto copiare interamente anche qui queste parole e non darvi solo la possibilità di cliccare un semplice link, perchè probabilmente so già che qualcuno non vorrà aprire questo video in nome di chissà quale pregiudizio o qualsiasi altra cosa che ora non ho nemmeno voglia di pensare.
L’ho copiato perchè si sa: verba volant, scripta manent.
L’ho copiato anche per me stessa, perchè rileggere queste parole, oltre che commuovermi, mi faranno anche riflettere su tante cose.
L’ho copiato perchè da qualche parte bisogna pur ricominciare e io voglio farlo così.

Resilienza

“E’ molto difficile fare il mio mestiere quando succedono drammi come questo. E’ come se la realtà di colpo spegnesse il sorriso, staccasse l’interruttore del divertimento e appesantisse tutte le nostre piccole strategie di leggerezza, ma a me piace pensare che ci sia ancora spazio per la vita, ci sia spazio di RESILIENZA. Resilienza è una parola bellissima, vuol dire capacità di far fronte ai traumi in maniera vitale, è forza di ricostruirsi restando sensibili alle cose positive che la vita offre, senza perdere umanità ed è quello che hanno fatto i francesi e che ci ha spiegato questa mattina Aldo Cazzullo.

Lui dice così: sono resilienti quelli che sono usciti ieri dallo stadio cantando la Marsigliese, i musicisti di strada che davanti al Bataclan hanno suonato We shall overcome, i commessi di Hermes che sta mattina hanno detto ai direttori dei negozi che sarebbe stato meglio chiudere per lutto, i verdurieri che nonostante i consigli della prefettura hanno aperto il banco ai mercati rionali, i ragazzi in fila per donare il sangue, quelli che hanno messo online il video dei ragazzi che uscivano dallo stadio cantando la Marsigliese, i dipendenti comunali che hanno passato il giorno libero a pulire il sangue sui marciapiedi, quelli che su facebook aggiornano la bacheca “dimmi che sei vivo”.

Gli anziani che nella notte hanno aperto la porta di casa a sconosciuti che avrebbero potuto essere i loro nipoti, i 400 mila che anno cliccato il video dei ragazzi che escono dallo stadio cantando la Marsigliese, quelli che sono usciti con l’idea di restare in casa tutto il giorno e al pomeriggio sono usciti, i terapeuti che hanno aperto un ufficio di aiuto psicologico nel municipio del quartiere più colpito, i poliziotti che alle cinque di sera hanno placato una rissa tra neri e algerini dicendo “ma vi rendete conto che sono successe cose più importanti della vostra rissa?”, quelli che hanno messo in Place de la Republique uno striscione nero con il motto di Parigi “Fluctuact nec mergitur”: la barca oscilla tra le onde, ma non affonda, chi ha scritto sui muri del Marais: “Alla fine non vincerete voi” e l’immigrato cambogiano con la fisarmonica che sulla passerella di fronte al Louvre suona la Vie en rose”

Io concludo dicendo che fino a quando ci sarà vita a questo mondo, ci deve essere e ci sarà spazio per la vita stessa. Fino a quando non abbasseremo la testa ma con forza e, appunto, resilienza ci alzeremo ogni mattina dai nostri letti, chi vuole uccidere la nostra libertà, chi vuole spegnere i nostri sorrisi e la nostra felicità, chi vuole toglierci la speranza sostituendola con la paura, chi vuole toglierci il futuro NON avrà vinto.

Resilienza

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Enrica Leone.

Pubblicato da Enrica Leone

Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinta ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza. Una passione che mi ha spinta a pubblicare due romanzi: "Basta avere coraggio" e "Alla ricerca di me", il secondo in modalità self Publishing. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modi di raggiungere. Alla scrittura ho affiancato il lavoro di analista televisiva, perché, come dico sempre, amo smontare e rimontare la Tv, elogiandola quando è giusto e bastonandola quando invece è necessario. Mi piace scorporare i dati Auditel per comprenderne il vero senso. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinché il compito affidatomi possa essere portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario.

Una opinione su "#Resilienza: la forza di ricostruirsi"

  1. Molto bello quello che hai scritto..quando la morte ci tocca cosi’ da vicino riusciamo anche ad essere solidali ..ma vorrei ricordare che da anni noi,….dico noi occidentali abbiamo tolto le speranze a tanti popoli cosiddetti di serie C…dove ogni giorno ci sono attentati..bombardamenti .,.ammazzamenti di bambini..donne..vecchi..ecc.ecc…ma nessuno ne parla..perche’ e’ scomodo…perche a vendere le armi a questa gente siamo noi stessi…Percio’ le stesse parole io le rivolgo a tutte le vittime del mondo…dei soprusi ..delle ingiustizie e che in nome di una democrazia si sentono in dovere di uccidere..o di invadere un Paese…quando e’ palese che ci sono interessi economici che nessuno di noi puo’ immaginare…Un parere mio personale??’ Io non credo che centri un Dio o chissa’ che…E’ una questione di potere.,.di interessi economici mondiali..e noi purtroppo ne pagheremo le conseguenze..
    La storia si ripete…Le torri gemelle sono state la scusa per attaccare l’Afghanistan…Oggi per attaccare ulteriormente la Siria…che ricordo gia’ erano in corso …vedasi tanti profughi siriani scappati dall’inferno…Anch’io vorrei cantare CREDO NEGLI ESSERI UMANI…ma in questo momento mi viene da credere soltanto agli animali…La guerra è innaturale..Come dice Gino Strada…noi siamo gli unici esseri viventi che ci facciamo la guerra..

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