Buon giorno,
sta per iniziare il weekend e io voglio consigliarvi un libro che ho trovato bellissimo, profondo e pieno di verità, che racconta la vita, quella vera, senza tanti sofismi ed epurazioni, ma soprattutto il matrimonio anche dopo l’amore.
Titolo: Lacci
Autore: Domenico Starnone
Casa Editrice: Einaudi
Scheda dell’autore:
Domenico Starnone: insegnante napoletano. Per anni è stato redattore delle pagine culturali de “Il Manifesto”. Ha pubblicato romanzi e racconti che poi hanno ispirat film e fiction di successo, l’ultima in ordine di tempo Fuoriclasse, la serie tv con protagonista Luciana Littizzetto nel ruolo della professoressa di lettere Isa Passamaglia. Nel 2001 ha vinto il premio Strega.
Recensione:
Un libro particolare, diviso in tre parti. Lacci racconta i punti di vista di quelli che in una famiglia sono i protagonisti assoluti: moglie, marito e figli, circa ciò che può succedere anche alle coppie più unite. La crisi, quella che fa abbandonare tutto e tutti.
Così in questo intreccio di sentimenti, Lacci ci catapulta nelle realtà, tutte diverse, di Aldo e Vanda e dei loro figli Sandro e Anna. In un mondo fatto di rinunce e di compromessi, di sofferenze e di paure.
Aldo e Vanda si sono sposati giovani, vivevano inizialmente a Napoli, Aldo dopo qualche anno di matrimonio e due figli incontra una donna più giovane, forse più bella di Vanda, ma che sicuramente lo fa sentire più amato e virile di una moglie che pensa solo a come far quadrare i conti del focolare domestico. Se ne va di casa, va a vivere a Roma dove insegna all’Università, per poi diventare un importante autore televisivo.
La sua vita va avanti, ma anche quella della sua famiglia da cui sembra essersi staccato definitivamente, ma non è così, gli anni passano e forse più per senso di colpa che per vero amore, Aldo torna dai suoi cari, ma i risentimenti e i rancori sono ancora presenti in tutti i componenti della famiglia.
È così che Starnone, in un intreccio tra vita passata e presente, tra due giovani di trent’anni e due quasi settantenni racconta al lettore, con un linguaggio semplice ed ogni volta con una “prima persona” diversa, le gioie e i dolori di un matrimonio che molto spesso non è solo l’unione di un Io e un Tu che si fondono in Noi, ma che può diventare una gabbia, dei lacci, per l’appunto, che impediscono di vivere la vita come la si vorrebbe, di amare chi si desidera veramente, chi ci fa battere il cuore e fa fare cose che mai avremmo fatto, che ci fa sentire protetti e protettori, che ci fa illuminare gli occhi con una luce particolare e che ci fa sentire più belli, più forti.
Dei lacci che come degli elastici ci allontanano, ma poi tirano là dove non vorremmo mai più tornare, perché il senso di responsabilità nei confronti di chi si è promesso di amare fin che morte non ci separi, spesso prevale giustamente o ingiustamente, sui sentimenti veri e ci fa diventare delle marionette nelle mani di chi non avremmo mai voluto finire.
Ribellione, fuga, ritorno, voglia ma impotenza di scappare di nuovo, Starnone mette tutto questo in Lacci e probabilmente la metà degli uomini e delle donne, dei figli e delle figlie si saranno ritrovati in uno di questi personaggi che ha combattuto per anni affinché il matrimonio non giungesse alla fine, affinché si potesse tenere unito un qualcosa anche dopo l’amore, giungendo così ad una forse triste, ma vera conclusione:
“Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo”
Buona lettura e come dico sempre, buon viaggio nelle vite di questi personaggi, che mai come in questo libro, potrebbero esserci affini
Enrica Leone

